SISMABONUS 2020, alcune informazioni utili

Sismabonus 2020

Nel precedente articolo ho cercato di fare più chiarezza su quello che è l’Ecobonus 2020, quali sono le detrazioni e su quali lavori queste possono essere richieste e in quale misura. In questo articolo ci occupiamo dell’altro importante incentivo a disposizione per il miglioramento sismico delle nostre case: il Sismabonus 2020. Metterò a disposizione per i lettori anche per questo argomento il quadro sinottico in .pdf che riporta tutte le cose più importanti da sapere sui due bonus. Il modulo per richiederlo è alla fine dell’articolo. Se lo avete scaricato nell’articolo precedente, non richiedetelo in quanto è lo stesso documento.

Prime considerazioni sul Sismabonus 2020

All’interno dell’insieme dei lavori che riguardano il recupero del patrimonio edilizio, quelli effettuati per realizzare interventi antisismici, in particolare quelli per la messa in sicurezza statica degli edifici, rientrano tra le spese detraibili, ed è stato pertanto introdotto attraverso il D.L. 63/2013 il cosiddetto Sismabonus 2020.

Con il sismabonus 2020 saranno concesse detrazioni differenti che andranno a dipendere dal risultato ottenuto dall’esecuzione dei lavori, dalla tipologia dell’edificio e dalla zona sismica in cui questo è sito.

Ci sono delle novità col D.L. 34/2019

Con l’entrata in vigore del decreto infatti è stata prevista la possibilità, per gli interventi antisismici, di optare per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dal fornitore che effettua gli interventi, invece che per la detrazione.

Mentre dal 2017 per l’acquisto di case antisismiche nei Comuni in zona sismica 1 (esteso anche alle zone 2 e 3 dal D.L. 34/2019) è stata prevista una detrazione e la possibilità di cedere il corrispondente credito.

Che cos’è il Sismabonus 2020

Permette di usufruire di detrazioni delle spese sostenute per gli interventi antisismici. L’agevolazione può essere usufruita per gli interventi realizzati su tutti gli immobili ti tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive. Tali interventi devono essere realizzati su edifici che si trovano nelle zone sismiche 1,2 e 3. Rientrano nelle spese anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica.

In che misura?

Per le spese effettuate dal 1° Gennaio 2017 al 31 Dicembre 2021 per gli interventi di miglioramento sismico e di misure antisismiche, spetta una detrazione del 50%. Tale detrazione va calcolata su un limite massimo di 96.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari, ripartita in 5 anni.

Tale limite di spesa riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate anche se accatastate diversamente. Vuol dire che gli interventi realizzati sulla pertinenza non hanno un limite di spesa autonomo ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.

Interventi con riduzione del rischio sismico

Nei casi in cui:

  • dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico consistente nel passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione spettante è del 70% delle spese;
  • il passaggio consiste in due classi di rischio inferiori la detrazione è dell’80% delle spese.
N.B.

In accordo con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 28 Febbraio 2017, il progettista dell’intervento strutturale deve asseverare la classe di rischio dell’edificio prima dei lavori e quella conseguibile dopo attraverso l’esecuzione dell’intervento progettato. Inoltre il direttore dei lavori e il collaudatore statico devono attestare la conformità degli interventi al progetto depositato, dopo l’ultimazione dei lavori e del collaudo.

Chi può usufruire del Sismabonus 2020?

Tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) residenti o meno in Italia.

L’agevolazione non spetta solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sull’immobile e che ne sostiene le spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolare di diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali (per immobili adibiti ad attività produttive);

Inoltre, a condizione che sostengano le spese e siano intestatari di fatture e bonifici, hanno diritto alla detrazione Sismabonus 2020 anche:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile;
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato ad altro coniuge;
  • il componente dell’unione civile.
N.B.

La detrazione spettano anche ai soggetti passivi di Ires.

Come si richiede?

Come per quella relativa al recupero del patrimonio edilizio, l’agevolazione per i lavori antisismici può essere richiesta per le spese sostenute entro l’anno e va suddivisa fra tutti i soggetti a cui spetta.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio l’agevolazione va riferita all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio, e in tal caso la detrazione spetta al singolo condomino in rapporto alla quota a lui imputabile.

Al fine di richiedere il Sismabonus 2020 occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile e gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo se i lavori sono effettuati dal detentore (ad esempio il contratto di locazione).

Per quanto riguarda i lavori effettuati sulle parti comuni di edifici è sufficiente per i singoli condòmini indicare il codice fiscale del condominio in quanto i dati catastali dell’immobile sono riportati dall’amministratore di condominio nella sua dichiarazione dei redditi.

Come pagare?

Al fine di usufruire delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati con l’apposito bonifico “dedicato” (postale o bancario), nel quale risulti:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita IVA (o codice fiscale) del soggetto a favore del quale il bonifico è stato effettuato.

Quando sono previste maggiori detrazioni?

Come nel caso dell’Ecobonus, anche per quanto riguarda il Sismabonus 2020 ci sono delle situazioni in cui si hanno maggiori detrazioni.

1.INTERVENTI CONDOMINIALI

Anche per gli interventi antisismici effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali sono previste detrazioni più elevate se successivamente alla loro realizzazione, si è ottenuta una riduzione del rischio sismico, ovvero:

  • passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore: 75%;
  • passaggio a due classi di rischio sismico inferiore: 85%.

Tale detrazione va calcolata su un ammontare delle spese non superiore a 96.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e va ripartita in 5 anni.

N.B.

L’importo massimo delle spese va calcolato tenendo conto anche delle eventuali pertinenze delle unità immobiliari.

Ex. Se l’edificio è composto di 5 unità immobiliari e 3 pertinenze (autonomamente accatastate) il limite massimo di spesa è di 96.000×8 = 768.000€ e sarà attribuita ai condòmini in modo “millesimale” (in base ai millesimi di proprietà).

2.RIDUZIONE RISCHIO SISMICO + MIGLIORAMENTO ENERGETICO

Dal 2018 quando si realizzano interventi su parti comuni di edifici condominiali in zona sismica 1,2 e 3 che congiuntamente mirano:

  • alla riduzione del rischio sismico;
  • alla riqualificazione energetica;

si può usufruire di una detrazione maggiore che sarà pari:

  • all’80% se i lavori comportano il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • all’85% se i lavori comportano il passaggio a due classi di rischio inferiore.

Tale detrazione va calcolata (come abbiamo visto anche nell’articolo precedente riguardo al calcolo dell’Ecobonus 2020) su un ammontare totale delle spese non superiore a 136.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, ed andrà ripartita in 10 quote annuali.

La cessione del credito

Dal 1° Gennaio 2017 a fronte delle detrazioni del 75% e dell’85%, tutti i beneficiari possono scegliere di cedere il credito corrispondente ai fornitori che hanno effettuato gli interventi.

Il condomino può cedere l’intera detrazione calcolata sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, o sulla base delle spese sostenute, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori.

Come avviene la cessione?
  1. Il condomino che cede il credito comunica all’amministratore del condominio l’avvenuta cessione del credito e l’accettazione da parte del cessionario indicando di quest’ultimo il codice fiscale;
  2. L’amministratore del condominio comunica (annualmente) all’Agenzia delle Entrate i dati del cessionario, l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto e l’importo dello stesso e consegna al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili indicando il protocollo telematico con il quale ha comunicato all’Agenzia delle Entrate;
  3. L’Agenzia delle Entrate rende visibile il credito attribuito al cessionario nel suo “cassetto fiscale”;
  4. Una volta che il credito diventa disponibile, il cessionario può cedere il credito.

Quali documenti servono?

  • comunicazione preventiva alla ASL in cui risulti la data di inizio lavori;
  • titoli edilizi dalla quale siano identificabili la data di inizio dei lavori e la tipologia di questi ultimi;
  • bonifico (bancario o postale) da cui è identificabile la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, e la partita IVA del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico;
  • fatture e/o ricevute che attestano il sostenimento della spesa per la realizzazione degli interventi;
  • una certificazione in cui si certifica che l’ammontare delle spese per il calcolo delle detrazioni è inferiore al limite massimo ammissibile;
  • asseverazione del tecnico in cui si identifica la classe di rischio sismico prima dell’intervento e quella conseguibile dopo;
  • attestazione di conformità dell’intervento rispetto al progetto depositato;
  • atti di cessione dell’immobile.

E’ TUTTO GENTE!

Anche in questo caso spero che sia stato interessante ed utile e che vi abbia aiutato a togliervi qualche dubbio e fare chiarezza nel marasma di leggi e decreti che troviamo ovunque. Come detto all’inizio dell’articolo, è possibile richiedere il quadro sinottico in formato .pdf riempiendo il modulo dedicato qui sotto. Se hai già provveduto a farlo nell’articolo sull’Ecobonus, puoi evitare di farlo perché il documento è lo stesso. Il modulo è subito dopo questi link utili:

Pagina dedicata dell’AdE: https://www.agenziaentrate.gov.it

Pagina dedicata Enea:https://www.efficienzaenergetica.enea.it

Per chiarimenti e domande potete contattarmi QUI, se volete continuare con la lettura di altri articoli invece potete potete andare QUI.

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