BONUS FACCIATE 2020, cos’è e come funziona la nuova agevolazione

Bonus Facciate 2020 FMA

Il Bonus Facciate è un’agevolazione nuovissima contenuta nella Legge di Bilancio 2020 (Legge 160/2019), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2019 e in vigore dal 1° gennaio 2020. Con questo articolo cerco di fornire delle indicazioni che possono servire per aiutarvi a richiedere il Bonus facciate nel caso in cui avete in programma di eseguire dei lavori sulle facciate della vostra abitazione. Passo passo vedremo quali sono i lavori assoggettabili, in che misura e su quali edifici si possono effettuare, modalità ed adempimenti.

Per iniziare, ecco a voi il Bonus facciate…

Il Bonus facciate consente di recuperare fino al 90% dei costi sostenuti nel 2020 (senza un limite massimo di spesa) per l’esecuzione di quegli interventi svolti al fine di “abbellire” gli edifici. E’ necessario quindi, per usufruirne, che si effettuino interventi di recupero o di restauro delle facciate esterne di edifici esistenti di qualsiasi categoria catastale, a condizione che questi edifici ricadano nelle Zone A e B (indicate nel D.M. 1444/68).

In cosa consiste il Bonus facciate?

L’agevolazione consiste in una detrazione dell’imposta lorda Irper o Ires che viene concessa nel momento in cui si vanno a realizzare degli interventi finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna di edifici esistenti (inclusi anche interventi di sola pulitura o tinteggiatura).

La detrazione è data nella misura del 90% per le spese sostenute per tali lavori, senza un limite di spesa massimo ammissibile, nell’anno 2020. Unica condizione da verificare è che gli edifici sui quali si effettuano gli interventi siano compresi all’interno delle Zone A o B.

Su quali interventi posso richiedere il Bonus facciate?

L’agevolazione riguarda tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno dell’edificio. Ovvero tutti quegli interventi finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna di edifici esistenti, parti di essi, o su unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale. Ad esempio:

  • il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza di impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pittura e tinteggiatura della superficie;
  • il consolidamento, il ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e fregi;
  • i lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni, e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata;
  • sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
  • lavori su balconi, ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura;
  • interventi sulle strutture opache della facciata termicamente influenti o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.
  • spese per acquisto dei materiali, la progettazione e le altre prestazioni professionali.

I lavori di rifacimento della facciata che influiscono anche dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente opaca lorda complessiva dell’edifici, possono essere detratti MA si applicano le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti in maniera di detrazioni di Ecobonus.

N.B.

Il Bonus facciate NON SPETTA:

  • per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se NON VISIBILI dalla strada o da suolo ad uso pubblico;
  • per gli interventi realizzati durante la fase di costruzione dell’immobile o realizzati in regime di demolizione e ricostruzione.

A chi spetta?

Tutti i contribuenti anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione dei lavori e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile. In particolare:

  • le persone fisiche;
  • enti pubblici e privati (che non svolgono attività commerciale);
  • le società;
  • le associazioni tra professionisti;
  • contribuenti con reddito d’impresa;
  • familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile;
  • conviventi di fatto
N.B.

I beneficiari devono possedere o detenere l’immobile al momento dell’avvio dei lavori (la cui data deve risultare dai titoli abilitativi dell’intervento o da una dichiarazione). A chi è sprovvisto di titolo di detenzione ma provvedere alla successiva regolarizzazione, la detrazione NON spetta.

Come devo pagare per spese e lavori?

Per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa al fine dell’ottenimento del Bonus facciate, occorre che i pagamenti siano effettuati tramite bonifico (bancario o postale), dal quale risultino:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • numero di partita IVA (o codice fiscale) del soggetto a favore del quale è stato effettuato il pagamento.

Per i contribuenti titolari di reddito d’impresa invece non vi è l’obbligo di effettuare il pagamento tramite bonifico.

Cosa devo fare per ottenere il Bonus facciate?

I contribuenti, che siano o meno titolari di reddito d’impresa, al fine di usufruire del beneficio fiscale, sono tenuti a:

  • indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile oggetto di intervento, e nel caso in cui ad effettuare i lavori sia il detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo;
  • comunicare la data di inizio lavori alla ASL;
  • conservare le fatture a prova delle spese, la ricevuta del bonifico che attesti il pagamento e i titoli abilitativi in relazione alla tipologia dei lavori eseguiti. Nel caso in cui si tratti di lavori rientranti in edilizia libera (per i quali non sono necessari titoli abilitativi) è necessaria una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui sia indicata la data di inizio lavori;

Nel caso in cui vengano richiesti dagli uffici competenti inoltre, conservare:

  • la copia della domanda di accatastamento;
  • le ricevute di pagamento dei tributi locali (se dovuti);
  • copia della delibera assembleare di approvazione dei lavori.
N.B.

Per quanto riguarda gli interventi di efficienza energetica, si applicano le stesse procedure valide nel caso di Ecobonus, quindi meglio conservare:

  • l’asseverazione del tecnico relativa alla corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per essi;
  • l’attestato di prestazione energetica (APE)

E infine, ricordiamo, che devono essere inviata all’ENEA, entro 90gg dalla fine dei lavori, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati, con indicazione di:

  • dati identificativi dell’edificio e di chi ha sostenuto le spese;
  • tipologia di intervento effettuato;
  • risparmio energetico conseguito;
  • costo dell’intervento (comprensivo di oneri professionali);
  • l’importo utilizzato per il calcolo della detrazione.

E per gli interventi effettuati su edifici condominiali?

Gli adempimenti per ottenere il Bonus facciate possono essere svolti da un condomino (opportunamente designato) o dall’amministratore del condominio, che provvede ad indicare i dati dell’immobile come si fa per le detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio o di efficienza energetica sulle parti comuni.

L’amministratore rilascia una certificazione delle somme corrisposte e dichiara di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge.

A questo punto spero di essere stato abbastanza chiaro ed utile, e nel caso in cui avevi in programma di effettuare dei lavori di restauro o recupero delle facciate, spero di aver tolto qualsiasi titubanza o di averti “incentivato” ad andare avanti nell’intervento.

Pagina dedicata dell’AdE: https://www.agenziaentrate.gov.it

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